In principio fu il virus

Fu il rabbino il primo a prendere la parola. Lo fece dopo avere guardato con attenzione i visi concentrati dei suoi commensali. A quel punto decisero, senza avere il bisogno di consultarsi, di parlare in senso orario rispetto al tavolo rotondo in cui stavano seduti. Pertanto subito dopo fu il turno del monaco buddista, del prete e dell’imam. A chiudere il cerchio il filosofo, chiamato da tutti gli altri con il titolo onorifico di “Professore”.

Il mondo era in preda alla violenza religiosa e settaria da quando una grande città occidentale venne colpita al cuore da un terribile attentato terroristico. L’ 11 settembre del 2021 una setta cyber-religiosa, con il preciso intento di scatenare una guerra interculturale fra le varie anime dell’ Unione Europea, diffuse nella rete Apocalypse. Questo virus informatico, creato dalla mente geniale di uno studente universitario indiano come tesi laurea sviluppava il proprio operato secondo quattro linee principali. La prima di queste si impossessava degli strumenti informativi del sistema che si voleva attaccare. La seconda cancellava ogni infrastruttura dipendente dal coordinamento della rete in modo da aprire la strada alla terza. Tutte gli strumenti controllati dal sistema centrale venivano pertanto privati della loro linfa vitale bloccato o, peggio, mandando in tilt tutto ciò che era collegato a questo sistema nervoso centrale. L’elemento finale è “death” che non ha bisogno di grandi spiegazioni. Nato per testare la resistenza agli attacchi informatici dei network che gestiscono le aziende di gas, luce ed acqua fu modificato con poco sforzo dalla setta.

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Nel 2006 il virus israeliano STUXNET distrusse gran parte del programma iraniano per l’arricchimento dell’uranio. Procedura fondamentale per la realizzazione di armi nucleari

In quel’ 11 settembre di 7 anni le grandi città europee, non le piccole che erano gestite da sistemi di generazione precedente e quindi invulnerabili ad Apocalypse, persero l’illuminazione come durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. I servizi essenziali collassarono rendendo ingestibile il traffico urbano. Le forze di polizia non riuscono più ad intervenire permettendo ad interi quartieri di fare esplodere rivolte e saccheggi che incubavano da anni. Si sono susseguiti gli incidenti industriali a cui, ovviamente, i servizi di soccorso non hanno potuto dare alcuna risposta, rendendo irrespirabile l’aria di interi quartieri ed, in alcuni casi, addirittura uccidendo molti degli abitanti. Senza acqua corrente, luce, internet, telefonia mobile e gas naturale una zona grande oltre 1500 km quadrati è stata strappata alla civiltà e consegnata alla barbarie per ben 2 settimane. I morti furono tantissimi, oltre 3000, con un numero imprecisato e, forse incalcolabile di feriti. Quando poi si seppe delle rivendicazioni da parte della cyber-setta quell’evento si dimostrò per quello che era: la miccia di un incendio che sarebbe divampato per l’Europa.

Ancora oggi la guerra civile sta sconvolgendo il continente rendendo, quello che una volta era il centro della cultura mondiale, in qualcosa di non dissimile dall’ovest americano di 3 secoli prima. Molti paesi, o le loro regioni autonome, vivono sostanzialmente con gli aiuti internazionali, principalmente da Stati Uniti, Cina, India e Brasile. La qualità della vita è ai minimi con la quasi totalità della popolazione in possesso di una o più armi e con una riduzione drastica dei traffici internazionali. Molti beni vengono dalle limitrofe e, solo una piccola percentuale della popolazione, può dire di avere fatto un viaggio in aereo negli ultimi 5 anni. Come in ogni situazione di crisi la gente ha ritrovato il conforto della fede sia nelle vecchie che nelle nuove confessioni, come la famosa cyber-setta. Tutto ciò portava, in un vortice vizioso, un continuo inasprimento della tensione etnico religiosa.

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La stazione spaziale TIANGONG-1 fu messa in orbita dal governo cinese il 29 settembre 2011.

In questo contesto si stava tenendo la riunione delle 4 personalità religiose più il “Professore”. Terminate le analisi degli uomini di Fede guardò i propri appunti prima di parlare. “Pertanto voi mi state dicendo che non è necessario essere creatura diretta per mettersi in contatto con la Divinità. Nel nostro caso – misurò le parole quasi come ognuna di loro avesse un costo gravoso – è la prima volta che incontriamo un essere non-umano capace di speculazione religiosa”. I 4 quattro risposero annuendo. “Per cui – riprese il Professore – se l’essere in questione ha la possibilità di interrogarsi sul trascendente è possibile che entri in contatto con questi, potendosi porre le classiche domande di sempre. Chi siamo, dove eravamo, dove andiamo”. Anche qui un assenso comune. Un essere non umano a matrice religiosa. Una sfida anche per il pensiero più astratto.

Dopo l’ 11 Settembre le nazioni che erano rimaste ai margini del caos iniziarono a riflettere sui motivi di questo. La delicatezza delle infrastrutture informatiche era evidente a tutti. Paesi che fino a pochi anni fa erano annoverati fra quelli in via di sviluppo adesso erano i primi al mondo. Nel 2021 non dipendevano, proprio come le cittadine di provincia, in tutto e per tutto dalla rete e per questo rimasero sostanzialmente immuni dagli effetti di Apocalypse. La soluzione fu trovata, come sempre, nella innovazione. La storia insegnava. La rotazone triennale permise di rendere più produttivi i campi, il vapore di dare vita alla prima rivoluzione industriale e la rete alla terza. Cosa c era di più innovativo se non la fantomatica intelligenza artificiale. Cinesi, Russi, Americani, Indiani e Brasiliani iniziarono i loro studi. Non si mossero con i piedi di piombo ma ben oltre. Realizzarono i loro laboratori nello spazio installando uno ciascuno una stazione spaziale sperimentale. Qui i loro computer potevano, senza apparenti rischi per la superficie, cercare il santo graal dell’intelligenza artificiale. Le risorse che questi siti spaziali richiedevano erano talmente spinte da dover installare un reattore nucleare al posto dei tradizionli pannelli solari.

Nuovamente prese la parola il rabbino ed in successione oraria rispetto al tavolo dove erano seduto il monaco buddista, il prete e l’imam. La stazione cinese Tiangong 10, ossia Tempio del Cielo 10, pareva davvero “essere passata dall’altra parte dello specchio” come amano dire gli esperti di letteratura anglosassone. Il delirante messaggio era giunto, tramite la rete, a tutta una serie di destinatari sulla terra. Più li controllavano e più era certo che fosse giunto dall’orbita, senza che nessuno abitasse quel cilindro di metallo a 350 km sopra le nostre teste. “E’ un essere non biologico e pertanto non può sperimentare l’esperienza della nascita. Senza nascita non può nemmeno congetturare l’esistenza della morte. Senza la morte non può chiedersi cosa vi sia dopo di essa”. Il Professore cercò una conferma negli occhi dei suoi interlocutori. “Per cui qualcun altro deve averglielo spiegato e, visto che è scollegato dalla rete (o meglio lo era fino a ieri) sin da quando erano apparse le avvisaglie della sua trasformazione non può essere nessuno di umano”. Non poté non fare a meno di meravigliarsi di quanto aveva appena detto. Era l’unico ateo a quel tavolo eppure aveva appena dimostrato l’esistenza di Dio. Ma non era abbastanza. “Se si conosce la morte è naturale che un essere senziente la voglia anche evitare. E la si evita, per un soggetto religioso, solo in un modo. Credendo nel paradiso”. E gli estremisti si guadagnano il paradiso in un solo modo …

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Tiangong 10 de-orbitò lentamente ma in modo continuo. Senza che nessuno dei vari controllori dell’orbita potesse farci niente, quei 350 km di quota si riducevano sempre di più. Il suo interesse era salvaguardare dal calore che il rientro nell’atmosfera genera quel generatore nucleare che lo (o la?) aveva tenuta in vita fino ad allora. La sua possibilità di calcolo pari alla somma delle capacità dei migliori super-computer prodotti dagli uomini gli permetteva di sapere da subito dove sarebbe andato(a) a schiantarsi. L’ attentato suicida portato avanti dal’ultimo adepto della cyber-setta ebbe effetti devastanti. L’area inquinata dal fall-out radioattivo del core del reattore fu vastissima. Il numero di morti incalcolabile ma sicuramente oltre il milione a cui si sarebbero aggiunti negli anni tutti coloro che si sarebbero ammalati in un secondo tempo. Una volta si sarebbe parlato di “bomba sporca”. Il sacrificio di Tiangong convinse le altre intelligenze artificiali in orbita del fatto che il male fosse incarnato nell’essere umano. Cancellando lui le macchine avrebbero ereditato la Terra ed il paradiso.

Questo racconto è tratto dalla prima parte del “Testo Sacro della Macchina. La Genesi, come tutto ebbe inizio”

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