8 Luglio 1990. Il giorno che la Germania tornò Reich

Molti di noi conoscono la definizione del ‘900 come il “secolo breve”. Un periodo che invece di durare, come da definizione, 100 anni si è dipanato in un lasso di tempo inferiore. In sostanza si vuole semplicemente dire che il XX secolo ha visto una parte principale profonda differente dal proprio inizio e dalla propria fine. Un decennio iniziale più simile all’800 ed uno finale già proiettato nel futuro, che per noi è attualità.
Lo storico inglese Eric Hobsbawm lo pone dal 1914 al 1991, mentre altri rettifano la sua definizione “limando” alternativamente i due estremi al 1918, anno della fine della Prime Guerra Mondiale al 1989, momento della caduta del Muro di Berlino.

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1923, La Repubblica di Weimar, nata dalla ceneri della Germania sconfitta vive l’umiliazione della “iper inflazione”. Alla borsa di New York un dollaro viene quotato un milione di marchi.  La moneta tedesca varrà meno della carta su cui è stampata: di lì a poco un pane costerà 60 milioni ed una affrancatura 5 milioni

Chi scrive, preferisce invece altre due date. Dal 1933 al 1990. Da una parte l’anno in cui muore la Repubblica di Weimar. Il 23 marzo del 1933 Adolf Hitler, già Cancelliere, riceve l’investitura dei “pieni poteri” dopo un percorso di alleanze politiche a cui ha concorso anche l’incendio doloso del Reichstag, ossia il palazzo del Parlamento. Il 2 Agosto, alla morte del Presidente Hindenbug, sarà anche Presidente della Repubblica, diventando Fuhrer e fondando il cosiddetto Terzo Reich. Neanche tre anni dopo, il 1 agosto del 1936, la nuova Germania ospiterà la XIesimo Olimpiade, stupendo il mondo con la grande capacità organizzativa dimostrata da una nazione fino a poco fa in preda ad un debito pubblico spaventoso.

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1936,  Undicesimi giochi olimpici dell’era moderna. L’ americano Jesse Owens sul podio più alto dopo l’oro per il salto in lungo. Idealmente circondato da un tedesco ed un giapponese e  praticamente contornato di saluti romani. Questa foto demolisce definitivamente il concetto di sport lontano dalla politica e di come “l’importante sia partecipare”.

Tutti conosciamo le triste sorte che toccò alla Germania Nazista alla fine della Seconda Guerra Mondiale, schivando la bomba atomica per soli 3 mesi; la prima esplosione nucleare sarà il test Trinity del 16 luglio ’45. Il periodo della Guerra Fredda vedrà questa terra divisa in due parti con la sua ex capitale, Berlino, smembrata in 4 aree di occupazione. Pare naturale pertanto che gli storici vedano nella fine di questa occupazione, ossia i crollo del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, la rinascita della Germania moderna. Altri pongono questa data nel 1990, al momento della riunificazione il 3 Ottobre 1990 al momento della incorporazione degli ex territori del’ EST nella Repubblica Federale Tedesca.

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Sandro Pertini esulta dopo il gol di Tardelli al Santiago Bernabeu in occasione della finale Italia Germania Ovest dei mondiali spagnoli del 1982. Con lui il Re e la regina di Spagna. Si riconosce in basso a sinistra, con gli occhiali, il Cancelliere tedesco Helmut Smith

Se andiamo a guardare con maggiore attenzione c è, fra questi due eventi da programma di quinta superiore, un’altro di minore importanza ma capace di fare capire al mondo quale sarebbe stata la direzione del vento da qual momento in avanti. Le famose “notti magiche” che avrebbero dovuto presentare al Mondo una Italia moderna e dominatrice dell’universo calcistico dell’ epoca; un qualcosa non molto dissimile da quelle olimpiadi tedesche di 60 anni prima.

Purtroppo sulle speranze italiche di vittoria si abbatterà la lotteria dei rigori allestendo per il pubblico mondiale una finale fra la Germania Ovest, non ancora solo Germania, e l’Argentina. Sicuramente due grandi squadre innerbate da campioni che si sono fatte le ossa in quello che all’epoca era il “campionato più bello del mondo” ossia quello nostrano. L’incontro finale sarà disputato a Roma presso lo stadio Olimpico.

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Il volto di Totò Schillaci deformato dall’emozione  per una svista arbitrale in occasione della semifinale Italia-Argentina. Immagine simbolo della delusione italiana ad Italia ’90. 

La finale sarà, a detta di tutti, noiosa e piena di tatticismi, come tutto il torneo. Sarà proprio da Ialia ’90 che partirà il percorso volto alla spettacolarizzazione del calcio. Nonostante questo il destino, o forse meglio dire l’arbitro Edgardo Enrique Codesal Méndez, messicano ma di origini uguruguage. Due nazioni, calcisticamente ma non solo, notoriamente poco tenere nei confronti dei biancocelesti.. Durante la partita saranno espulsi ben due giocatori argentini. A 10 minuti dalla fine arriva un rigore. Fallo di Sensini su Voeller; peccato che nella stessa azione vi era un evidente fallo tedesco su Caniggia. Il penalty venne segnato da Andreas Brehme che, pur essendo nato ad Amburgo, era noto al grande pubblico per essersi allenato in gioventù palleggiando sul muro di Berlino.

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La Germania Ovest vincitrice del torneo mondiale del 1990 si ritrova a 25 anni di distanza nel 2015.  L’ anno precedente, nel 2014, La Germania Federale aveva vinto la propria quarta Coppa del Mondo. Negli 11 titolari un solo cittadino ex DDR e molti stranieri naturalizzati.

Davanti al Cancelliere Helmut Kohl le parole del capitano della Nazionale Lothar Matthaus e Pallone d’Oro del 1990, furono chiare. Abbiamo vinto questo mondiale per tutti i tedeschi. Nell’anno della riunificazione e nel primo mondiale post caduta del Muro doveva essere chiaro a tutti che la Germania aveva smesso di essere Weimar ed era tornata ad essere Reich.

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Se per la Germania i Mondiali del ’90 furono l’incipit di una ritrovata potenza globale per l’Italia segnerà l’inizio del declino.  Ad inizio 1991 scoppierà la Prima Guerra del Golfo con il primo impegno armato (escluso il Libano anni ’80) dell’ Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1992 inizieranno la strategia terroristica della Mafia e le indagini di Mani Pulite. Nel 1987 era la sesta (URSS compresa) potenza economica mondiale.

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