TRADIZIONI E BUOI DEI PAESI TUOI: BABBO NATALE, HALLOWEEN E SAN VALENTINO

Il termine pagano, come suole ricordarmi spesso il mio genitore 1 (una volta era detto anche padre), richiama il concetto del “pagus” romano, ossia il villaggio. Quando i primi cristiano stavano portando l’opera di evangelizzazione dell’impero si muovevano lungo le linee direttrici del traffici. Pertanto raggiungevano prima i porti (i Maltesi si vantano molto nella propria storia di questo) e le capitali delle varie provincie. Gli stessi Atti degli Apostoli ci lasciano traccia del confronto fra cristiani ed i letterati greci ad Atene. Il villaggio, lontano dalle grandi linee di comunicazione e dal dibattito culturale che invece ferveva nei centri principali, rimaneva tranquillo nelle proprie tradizioni greco-romane se non addirittura, celtiche ed antecedenti all’inclusione dell’Impero.Quando il Cristianesimo sarà religione ufficiale il termine pagano diventerà, quasi automaticamente, sinonimo di non cristiano e pertanto di refrattario alla autorità imperiale con tutti gli annessi e connessi.

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Moderni druidi festeggiano il Solstizio d’ inverno a Stonehenge durante una cerimonia del 2012

In epoca più vicina a noi, parliamo delle varie epoche della caccia alle streghe, il paganesimo diventerà associato alle varie eresie ed ai culti demoniaci. Di fatto, anche qui, antichissime relazioni con la natura di origine celtica che, periodicamente, riemergevano nelle campagne lontane dai centri culturali ed amministrativi. Nel 1620 i famosi Padri Pellegrini partirono alla volta del Continente Nord Americano mettendo le radici culturali, sociali ed etniche di quello che diventeranno gli Stati Uniti d’ America. Questi rifugiati politici (perché tali erano) di religione puritana fecero da viatico per tutta una serie di tradizioni che, guarda caso, avevano mantenuto la propria presenza nelle isole britanniche. In realtà si trattava di reminiscenze del mediterraneo cristiano, in un caso, e di quel mondo celtico che, durante gli anni bui del medioevo, si era fuso con la cristianizzazione del Nord Europa.

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L’immagine di San Nicola su fondo oro, secondo la tradizione bizantina. Nel mese di Luglio del 2017 le spoglie del santo sono state traslate in Russia a Mosca ed San Pietroburgo. Qui sono state venerate da oltre 2,5 milioni di persone

Facciamo un nuovo salto nel tempo ancora più vicino a noi. E’ il 1945 con la Seconda Guerra Mondiale appena terminata. Dagli Stati Uniti giunge in Europa una strana figura. Parliamo di un signore anziano, vestito di rosso e con un buon cuore. Questa persona porta i regali ai bambini in occasione del Natale, ossia il 25 dicembre. L’ Italia rimase sotto shock. La tradizione dei regali, richiamando quella dei Re Magi, è sempre stata il 6 gennaio, addirittura con l’introduzione della “befana fascista” negli anni del ventennio. Quel signore altro non era che Santa Claus; storpiatura del latino Saint Nicolaus. Il barese San Nicola, vescovo di Myra e venerato come santo sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa. Vissuto a cavallo da 200 e 300 Dopo Cristo pare che abbia addirittura preso a schiaffi l’eretico Ario durante il Concili di Nicea. Il rosso è il vestito cardinalizio mentre il cappello altro non è che la mitria. Dona regali perché, secondo la tradizione, ha salvato le figlie di un uomo che, caduto in disgrazia, voleva avviarle alla prostituzione. Mise i propri beni in un panno e lo fece trovare, informa anonima all’uomo che potrà pagare la dote alle due giovani e farle sposare.

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Nel Campidano e in tutto il sud dell’Isola i bambini andavano a chiedere, di porta in porta, qualche dono per le “piccole anime”, da cui il nome “is animeddas”. Anticamente ai bambini venivano donati dolci preparati in casa come le pabassinas, su pani de saba, e soprattutto un dolce che merita attenzione anche per il nome che lo caratterizza, ossu de mottu (osso di morto), a cui venivano aggiunti poi altri doni come le melagrane, le castagne e la frutta secca

Oggi nessuno, in nessuna parte del mondo, ignora babbo natale … anche perché è l’immagine ufficiale della Coca Cola. Non solo il buon vecchio ma anche il terrificante Halloween altro non è che la riproposizione commerciale delle tradizioni mediterranee. Il giorno dei santi, seguito dai morti, di tradizione cristiana che ha “inglobato” i precedenti culti pagani sulla notte. Quando le notti iniziano ad essere più lunghe del giorno e, conseguentemente, a fare più paura. Due esempi? La Fiera dei Morti in Sicilia e le “IS Animeddas” oppure “Su Mortu Mortu” in Sardegna. Ma allora gli Yankee non hanno fatto altro riportarci in casa quello che era gà nostro? Dove finisce la colonizzazione culturale e dove inizia quella meramente commerciale? Halloween e babbo Natale come sintomi di una globalizzazione ante litteram? Magari per andare su internet e scoprire che in Giappone, paese shintoista per eccellenza ma anche fortemente consumista, i giovani innamorati festeggiano molto sentitamente il 14 febbraio festa di San Valentino…

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IL CASO DAVID ROSSI. QUELLA VERITA’ CHE CREDI IMPOSSIBILE

Quando detti vita a questo blog mi riproposi di non parlare mai dei fatti della mia città. Tanti anni fa, addirittura prima di essere iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti della Toscana,  realizzai un blog giornalistico. L’esperienza non fu delle migliori forse complice anche un territorio che all’epoca non era fra i più sensibili ai temi della informazione online. Oggi la situazione è completamente opposta: social, blog e siti internet integrano, ed a volte superano a destra, l’informazione dei media tradizionali.

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18 Gennaio 2011. Giuseppe Mussari, a capo di MPS dal 2006, presenta a Milano il progetto di “MPS Fashion 1472”. L’ anno della fondazione della Banca diventa un brand. Testimonial il giornalista Massimo Giletti.

Il caso che riguarda la morte di David Rossi, responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, non è più un mero fatto locale. E’ assunto, a pieno titolo, ad un argomento di portata nazionale. L’ennesimo “mistero italiano” che richiama alla mente dei più la morte di Roberto Calvi, trovato impiccato in una posizione innaturale sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra, se non quella di Roul Gardini all’epoca di Mani Pulite. Mi sarà quindi permesso, per questa occasione, una breve digressione sull’argomento con un paio di richiami al personale.

Conobbi David Rossi, di una quindicina d’anni più grande di me, all’inizio della mia lunga collaborazione con il giornale “Il Cittadino”. In redazione cercavano qualcuno esperto di tecnologia che potesse seguire le innovazioni che l’ amministrazione comunale aveva intenzione di introdurre. Parliamo di un set top box con disco fisso integrato capace di integrarsi con la rete in fibra ottica che stavano finendo di posare in quegli anni e di una guida turistica a tracolla composta da un tablet, gps e cellulare. Idee avanti di anni rispetto al resto del mondo ma realizzate in casa e con tecnologie non mature. Oggi un cellulare con Goggle Maps può costare neanche 100 euro ed un set top box con android si porta via con meno di 50. Tutto questo, ovviamente, finì su carta con la mia firma sollevando le “ire” del’ufficio stampa del Comune e di tutta la relativa comunicazione, compreso lo stesso David.

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“Siena città cablata”.  Un sistema integrato di servizi dalla televisione, al commercio elettronico, telemedicina etc etc. Tutto tramite una carta moneta elettronica e la rete in fibra ottica – coassiale posata fine anni 90 primi anni 2000. Questa slide è di una presentazione presso “eBZ WorksShop” di Bolzano del 3 Marzo 2005. 

Sulla predetta rete in fibra ottica non passava lo stesso numero di canali satellitari che riempivano allora, ed oggi ancora di più, l’offerta TV nazionale ed internazionale. Diversi cittadini fecero ricorso contro il comune, vincendo. Era pertanto saltato l’assunto “ti metto la fibra ottica in casa e te levi le antenne dal tetto”; concetto che nello speciale centro storico senese, patrimonio UNESCO, aveva un valore più politico che estetico. Anche qui la difesa da parte di David del proprio mezzo fu feroce ma sopratutto convinta. Mi prese da una parte e mi elencò, uno per uno i motivi per cui, secondo lui, questa fosse una sconfitta per la città. A distanza di tanti anni, con la nascita della televisione on demand via internet e del digitale terrestre, che sulla fibra ottico-coassiale senese funziona benissimo, in parte mi sento di rivedere in parte il giudizio dell’epoca.

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Papa Benedetto XVI si dimette dal Soglio Pontificio l’ 11 Febbraio 2013. E’ l’ Ottavo pontefice nella storia a rinunciare alla successione di Pietro. Da più parti si richiama lo scandalo MPS ed i suoi legami con lo IOR, tramite Santander – Antonveneta, come una delle cause. In questo contesto di pressione mediatica e politica si pone la crisi di MPS. David Rossi morirà il 6 Marzo 2013

Negli anni mi sono sempre più allontanato dal mondo del giornalismo attivo senza però mai perdere l’occasione di buttare gù due righe, magari di cronaca nera, quando possibile. Nel frattempo la carriera di David aveva spiccato il volo passando per la Fondazione MPS fino ad approdare da ultimo alla stessa Banca. Qui aveva dato dimostrazione delle proprie grandi capacità professionali. Ispirandosi alle campagne elettorali dei presidenti americani cercò di affrontare la tempesta mediatica a cui era sottoposta MPS dando vita ad una “war room”. Si trattava di un ufficio, sempre attivo, il cui unico compito era monitorare l’immagine della Banca su ogni forma di media. La cosa fu anche resa pubblica, all’interno di un editoriale, dall’ex redattore capo del Corriere di Siena, Stefano Bisi, oggi Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Il termine “groviglio armonioso” nasce proprio dalla sua penna per identificare una commistione fra potere politico economico amministrativo e società civile. Pensata come espressione positiva giornalisticamente non sempre viene usata in tal senso.

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In ultima analisi perchè, come detto dall’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini in una intervista alle Iene: “la città non crede alla tesi del suicidio”? Non per un innato amore verso il complottismo o per una sterile opposizione nei confronti del “groviglio”. Semplicemente perchè ne consceva i tratti del carattere in modo non superficiale. E’ la classica situazione a cui non si può, o forse semplicemente, non si vuole, credere. Il tutto aggravato, come oramai storicamente acclarato dal lavoro del giornalista Davide Vecchi, da una serie di leggerezze nella fase delle prime indagini sulla morte che hanno da una parte reso difficile una ri analisi del caso e dall’altro lasciato nell’opinione pubblica quel “si poteva fare di più?” che lascia sempre una porta aperta al tarlo del dubbio.

La stessa madre di David ha dichiarato, in una intervista rilasciata al giornalista Daniele Magrini, che se davvero il figlio avesse avuto proposti suicidi “lo avrebbe fatto in modo da non arrecare danno a nessuno”. Sopratutto mai sul posti di lavoro per cui lui nutriva un grande rispetto e mai in un modo così casuale, senza pianificazione.