L’ Italia è una Repubblica fondata sull’emergenza. Diritto allo sballo ?

Periodicamente l’Italia scopre i propri problemi leggendoli in chiave emergenziale. In realtà il flusso migratorio incontrollato, la criminalità organizzata, la prostituzione, il fenomeno dei pirati della strada, l’alcolismo e l’abuso di droghe fra i giovani non sono emergenze. Sono realtà endemiche che ogni tanto hanno “una fiammata mediatica” a seguito di particolari fatti di cronaca.

Il numero di ricoveri per abuso di alcool e droga in Italia ogni 100mila abitanti. Dati al 2012

I motivi di questa situazione? Semplicemente il fatto che la famiglia ha abdicato al suo ruolo formativo e di trasmissione di valori. Facciamo un esempio. L’automobile è in tutto e per tutto un’arma. Nessuno di noi andrebbe mai, ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in giro con in mano un kalashnikov senza sicura. Molti invece prendono il loro veicolo con leggerezza. Se avessi nella coscienza che è immorale creare gratuitamente un rischio per se e per gli altri, semplicemente non mi metterei alla guida ma invece …

Voglio concentrare l’attenzione su uno di questi fatti di cronaca ossia la morte del 19enne Lorenzo Toma, avvenuta la mattina del 7 agosto 2015 presso la discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme, nel comune di Gallipoli (LE). Non entro nel dettaglio della polemica droga si, droga no, sballo si, sballo no ne tanto meno sui risvolti giudiziari legati alla possibilità che al ragazzo sia stata somministrata una droga sintetica senza che questi ne fosse a conoscenza.

Parliamo del meccanismo del soccorso. Secondo l’ANSA la telefonata al 118 arriva alle 6.40 del mattino. Giovane in preda ad un malore ma vigile. Alle 6.50 arriva l’ambulanza, molto probabilmente senza personale medico. Alle 6.52 circa arriva una seconda telefonata che informa del fatto che il ragazzo è in arresto cardiorespiratorio. Intorno alle 7 arriva un secondo mezzo con medico a bordo. Alle 8, dopo 1 ora di intervento sul sito viene dichiarato il decesso del 19enne.

Cosa può fare concretamente la comunità per evitare che fatti di questo tipo non si ripetano in futuro ? Attività di repressione ? Chiusura dei locali ? Campagne informative contro la droga ? Tutte iniziative lodevoli ma occorre mettere in campo una politica preventiva e di riduzione del danno, utilizzando gli stessi locali come fulcro dell’iniziativa per evitare che la situazione esploda in un torrente dai mille rivoli impossibili da arginare.

Parte di un volantino pubblicizzante un corso per buttafuori. La sicurezza interna alle discoteche è l’elemento chiave nel controllo e allerta precoce nel caso di situazioni di rischio

Dal 6 ottobre del 2009 esiste “il registro dei buttafuori” ossia la necessità, per il personale di sicurezza di frequentare specifici corsi, compreso il primo soccorso, che portano ad alla iscrizione presso uno specifico albo depositato presso le prefetture. Questo evidentemente non basta. Occorre un passo successivo sul fronte della sicurezza sanitaria.

La proposta è di rendere obbligatorio, per determinati tipi di locali pubblici, il dotarsi di un presidio sanitario, almeno con defibrillatore automatico ed una area protetta in cui si possa attuare in tranquillità le prime manovre del caso. Si tratta di un costo sostenibile per le mega discoteche estive a cui tutti avranno pensato leggendo queste righe garantendo un intervento contestuale al primissimo insorgere dei sintomi negli avventori. Idealmente questi operatori sanitari dovrebbero essere in contatto radio con la sicurezza del locale, in modo da essere immediatamente allertati quando qualcosa non va.

I gazebo da Protezione Civile nascono dalla necessità di poter curare i feriti da incidenti sulle tratte autostradali senza che chi percorre la corsia opposta dia vita a situazioni di rischio perchè incuriosito da quanto succede. Leggeri ma robusti possono creare con facilità delle aree protette anche all’interno dei parcheggi o piazzali delle discoteche estive.

Come mai uno Stato che impone cospicui presidi sanitari agli organizzatori di concerti, manifestazioni od eventi non  può come condizione l’ottenimento della licenza la presenza di un presidio sanitario per quei locali che concentrano determinate situazioni di rischio ?

La comunità può intervenire solo nel soccorso di una situazione malsana, ma la prevenzione nasce da molto più lontano e deriva dal comportamento di ognuno di noi nei confronti del prossimo. O crediamo che un poliziotto o carabiniere possano sostituire un padre ed una madre ?